LAVORINCORSO promuove inchieste e raccoglie documentazioni e testimonianze dal «basso», avvalendosi del contributo di un gruppo redazionale e di quello di singoli e collettivi che lavorano sul territorio livornese. Le trasformazioni che da alcuni anni stanno investendo Livorno, fra cui quelle urbanistiche, produttive, lavorative e sociali, impongono un’attenzione costante al modello di città verso il quale i nostri amministratori ci stanno portando. Call-center, ipermercati e centri commerciali in attesa di un improbabile boom turistico, sembrano essere diventati uno dei fulcri della nostra economia, o quanto meno una delle poche prospettive lavorative delle giovani generazioni, senza contare il dilagante lavoro nero peraltro istituzionalmente legittimato in occasione dell’evento/vetrina per eccellenza della città, ovvero Effetto Venezia. I centri commerciali si propongono poi, talvolta con successo, come spazi di aggregazione sociale, grazie all’annullamento anche materiale degli spazi ricreativi e di aggregazione nei vari quartieri. In questo contesto ogni voce di dissenso viene soffocata e ridotta spesso ad un problema di ordine pubblico grazie anche alla propaganda della stampa locale, spesso impegnata a spostare l’attenzione dei livornesi su futilità o episodi infondati di microcriminalità.
L’inevitabilità dei cambiamenti è giustificata spesso con la globalizzazione e con la crisi generale, argomenti in realtà utili a normalizzare il progressivo smantellamento del nostro tessuto sociale e produttivo. In quanti ad esempio ricordano la chiusura della Delphi che risale appena alla primavera scorsa? Chi ricorda ormai quanti lavoratori sono rimasti a casa e soprattutto chi ci dice come se la passano?
Livorno cambia e i livornesi sono e sono stati esclusi dalle decisioni che pregiudicheranno il loro futuro e quello della loro città, un coinvolgimento addirittura negato anche se esplicitamente richiesto, come nel recente caso del rigassificatore. Partire dal territorio e ridare la parola ai livornesi diventa quindi quanto mai urgente per riappropriarci della nostra identità, ricostruire la nostra storia e per tentare di invertire la deriva alla quale siamo stati condannati.