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    <title>Rainbow Blog</title>
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      <title>Anniversario della nascita del PCD'I</title>
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      <pubDate>sabato gennaio 20 2007 05.14.25  +01:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[<br/>
<div style="text-align: center;"><img width="270" height="382" src="/Portals/_Rainbow/images/default/21gennaio1fs8.jpg" alt=""/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;  <img width="270" height="382" src="/Portals/_Rainbow/images/default/livorno2021gennaio2007.gif" alt=""/><br/>
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<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Cronologia ragionata sulla storia del Pci  dal 1921 al 1991</span><br/>
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<div style="text-align: center;"><a href="http://www.senzasoste.it/">da &laquo;Senza Soste&raquo; </a><br/>
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La fondazione a Livorno nel gennaio del 1921 del partito comunista d&rsquo;Italia, sezione italiana della III internazionale comunista, rimanda necessariamente alla vicenda del Pci che come &egrave; noto si conclude con il congresso di Rimini del 1991. Quest&rsquo;evento livornese  si pu&ograve; leggere per&ograve; in due modi: come inizio della storia del Pci, in continuit&agrave; con una lettura che vuole il movimento comunista italiano identificarsi con l&rsquo;itinerario percorso nella  politica nazionale da questo partito, o come prima tappa iniziale di una pi&ugrave; generale vicenda delle formazioni e delle culture politiche comuniste in Italia. Proprio per il peso avuto dal Pci nella sinistra italiana, per la capacit&agrave; dei suoi storici di presidiare il campo e per la frammentariet&agrave; con cui si &egrave; sviluppata una storiografia delle culture comuniste al di fuori del Pci, &egrave; quindi di immediato impatto il racconto della vicenda della fondazione del Pcd&rsquo;I che sviluppa i propri capitoli entro l&rsquo;intera vicenda del Pci. Cos&igrave; faremo anche se non mancher&agrave; occasione, in altri numeri, di tornare sui lineamenti complessivi di una storia del movimento comunista italiano. Quelle che qui forniremo altro non sono che delle date simbolo, dei punti cardinali della storia di un partito che nasce come espressione delle masse popolari e della classe operaia di una societ&agrave; uscita dalla prima guerra mondiale, aderendo al progetto planetario dell&rsquo;Internazionale comunista, per morire come un partito che si scioglie per essere interprete del fenomeno della costruzione centrista e moderata del consenso entro la societ&agrave; di mercato che guardava alle prime fasi della globalizzazione. Non si tratta quindi solamente di una storia che si sviluppa entro scenari sociali e politici profondamente mutati, se non irriconoscibili tra loro, ma anche della vicenda di un rovesciamento storico di prospettiva: dal tentativo di costruzione di un progetto di organizzazione della politica e della societ&agrave; dove il potere &egrave; strutturato attorno alla rigida centralit&agrave; del lavoro al desiderio di adesione ad un mondo dove l&rsquo;intero asse della vita viene organizzato attorno alla rigida centralit&agrave; del capitale. Un esito sconcertante quindi, all&rsquo;interno di una storia lunga e ricchissima preparato da processi storici e politici lunghi decenni dei quali faremo breve e sintetica menzione. Ma anche, e soprattutto, un esito che non cancella l&rsquo;importanza del Pdc&rsquo;I e del Pci in molte straordinarie pagine di emancipazione, riscatto e libert&agrave; scritte nella storia del movimento comunista italiano e internazionale del XX secolo: l&rsquo;antifascismo, la resistenza, le lotte operaie e sindacali, le origini del movimento cooperativo, lo svecchiamento della cultura italiana. Eppure si deve proprio al Pci l&rsquo;esser stato l&rsquo;avanguardia &ndash;politica, culturale e quando necessario militare- del fronte reazionario messo in piedi del sistema politico italiano nei confronti del decennio di lotte &rsquo;68-&rsquo;77. E questo &egrave; detto senza dimenticare il ruolo avuto dal Pci nell&rsquo;impedire, di fatto, quel colpo di stato a lungo temuto e atteso nella societ&agrave; italiana dei primi anni &rsquo;70. <br/>
Ecco la cronologia da ricordare, a nostro avviso, di una storia straordinaria e controversa come quella che nasce a Livorno con il Pdc&rsquo;I nel gennaio 1921 e muore con il Pci a Rimini nel febbraio 1991.<br/>
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1919.  Il partito socialista italiano aderisce all&rsquo;Internazionale comunista fondata dopo la rivoluzione del &rsquo;17. E&rsquo; il riconoscimento politico ufficiale, da parte dell&rsquo;allora partito della classe operaia, dell&rsquo;importanza strategica dell&rsquo;ottobre bolscevico e della necessit&agrave; di una nuova internazionale<br/>
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1920.Una risoluzione del II congresso della III internazionale chiede l&rsquo;espulsione dei dirigenti riformisti dai partiti socialisti, nel rispetto della concezione rivoluzionaria della presa del potere.<br/>
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1921. A Livorno, il 21 gennaio del 1921 la frazione rivoluzionaria, detta dei &ldquo;puri&rdquo;, trovatasi in minoranza sul tema dell&rsquo;adesione alla risoluzione dell&rsquo;Internazionale esce dal teatro Goldoni, dove si teneva il congresso del partito socialista, e fonda al teatro San Marco il Partito Comunista d&rsquo;Italia. Il primo segretario &egrave; Amadeo Bordiga.<br/>
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1924. Antonio Gramsci, con l&rsquo;appoggio dell&rsquo;Internazionale comunista, diviene segretario. La carica verr&agrave; ratificata al congresso di Lione del 1926.<br/>
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1926. Il Partito comunista d&rsquo;Italia viene soppresso per decreto dal regime fascista il 5 novembre. Il partito si ricostituisce in clandestinit&agrave;, in Italia e all&rsquo;estero<br/>
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1934. Con l&rsquo;emergere del nazismo viene lanciata la politica di fronte popolare, e di unit&agrave; di azione tra comunisti e socialisti, su scala nazionale e continentale. La politica del fronte popolare attraverser&agrave; tutto il resto degli anni &rsquo;30 dalla guerra di Spagna al patto di non belligeranza tra Urss e Germania del &rsquo;39.<br/>
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1941. A Tolosa viene siglato il patto di unit&agrave; antifascista tra le forze di sinistra e progressiste in Italia<br/>
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1943. in seguito allo scioglimento della III Internazionale, il 15 maggio 1943 il partito assunse la denominazione di Partito Comunista Italiano (Pci). Il 25 luglio con l&rsquo;arresto di Mussolini il Pci torna in Italia.<br/>
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1944. Tornando in Italia, Togliatti opera quella che fu definita &ldquo;la svolta di Salerno&rdquo;. In sintesi &egrave; l&rsquo;accettazione del ruolo della monarchia italiana nella fase di transizione e di quello delle altre forze politiche italiane nella futura politica. Si tratta del congelamento di qualsiasi linea rivoluzionaria.<br/>
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1945-1948. Vittoria del 25 aprile. Il Pci partecipa al governo di unit&agrave; nazionale del periodo. Con l&rsquo;uscita dal governo nel &rsquo;47 comincia la trentennale esperienza del Pci all&rsquo;opposizione, interrotta dall&rsquo;appoggio esterno al governo Andreotti nel &rsquo;78. Nel &rsquo;48 secca sconfitta della lista socialcomunista, il 18 aprile, alle prime elezioni del dopoguerra. Il 14 luglio 1948, attentato a Togliatti. Diverse citt&agrave; insorgono, viene occupata la Fiat. La protesta rientra anche per il ruolo di mediazione del Pci<br/>
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1956. In Ungheria si forma un governo, con partecipazione comunista, differente dalle indicazioni moscovite. L&rsquo;Urss invade l&rsquo;Ungheria. Il Pci si spacca ma mantiene la posizione ufficiale di appoggio dell&rsquo;intervento sovietico<br/>
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1964. Muore Palmiro Togliatti. Viene salutato con una manifestazione di un milione di persone, la pi&ugrave; grande dalla fine della seconda guerra mondiale. Diviene segretario Luigi Longo<br/>
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1966. Congresso di Roma. Vince una linea pragmatica. Enrico Berlinguer viene eletto vicesegretario. Diventer&agrave; segretario nel 1972<br/>
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1968. Il Pci condanna l&rsquo;invasione della Cecoslovacchia da parte dell&rsquo;Urss<br/>
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1968-69. Contestazione studentesca e autunno caldo. Pci e Cgil si trovano di fronte all&rsquo;emergere di gruppi extraparlamentari di massa<br/>
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1973. Dopo il colpo di stato in Cile il Pci comincia la strategia di compromesso storico di avvicinamento alla Dc. Il Pci comincia a farsi carico delle compatibilit&agrave; economiche e monetarie del paese<br/>
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1975-76. Avanzata elettorale del Pci in tutta Italia. Successo alle amministrative del &rsquo;75, viene sfiorato il successo alle politiche. Comincia il periodo di appoggio esterno ai governi democristiani che terminer&agrave; nel 1979<br/>
1977. Anno di fortissimi scontro tra Pci e sinistra extraparlamentare. Cacciata di Lama dall&rsquo;Universit&agrave; di Roma<br/>
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1980. Definitiva uscita del Pci dall&rsquo;area di governo<br/>
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1981. Dopo il golpe in Polonia il Pci dichiara esaurita la &ldquo;spinta propulsiva della rivoluzione d&rsquo;ottobre&rdquo;.<br/>
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1984. Morte di Enrico Berlinguer, funerali a Roma come per Togliatti. Il Pci per la prima volta ottiene la maggioranza relativa alle elezioni, in questo caso europee. Natta diviene segretario del Pci.<br/>
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1986. Congresso anticipato di Firenze dopo una fase di crisi politica ed elettorale. Si ipotizza l&rsquo;entrata del Pci nell&rsquo;Internazionale socialista<br/>
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1989. Dopo la caduta del muro di Berlino, Achille Occhetto, nel frattempo divenuto segretario, proclama lo scioglimento del Pci e la nascita di &ldquo;una nuova formazione politica&rdquo;<br/>
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1991. Congresso di Rimini. Il Pci viene sciolto. Nascono il Pds e Rifondazione Comunista.<br/>
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